Questione Scorie
Comunicato dell'amm.ne comunale di Rotondella.
L’amministrazione comunale di Rotondella non può non prendere posizione in ordine agli ultimi accadimenti che si sono verificati presso l’impianto ITREC della Trisaia in ordine al “trasudamento” del materiale radioattivo immagazzinato nel monolite, dapprima nel cemento che lo conteneva e successivamente nel terreno circostante.
L’amministrazione comunale pur essendosi subito attivata, assumendo un atteggiamento cauto e non allarmistico, con gli enti competenti, ovvero la Prefettura e la Regione Basilicata nella persona dell’assessore all’ambiente Gianni RONDINONE, i quali si sono immediatamente adoperati per una pronta verifica, non può non manifestare tutta la sua sfiducia ed il più profondo senso di contrarietà nell’operato della SOGIN S.p.A., la quale ad oggi ha posto in essere una condotta inetta ed inefficacia per quanto concerne la messa in sicurezza e la gestione dei rifiuti nucleari presenti nella Trisaia di Rotondella (mancato rispetto del cronoprogramma), nonché per quanto concerne l’applicazione ed il perseguimento degli indirizzi operativi forniti dal governo nazionale, sia di centro-sinistra nel 1999 che di centro-destra nel 2004, per la tutela e valorizzazione del territorio nella sua interezza.
Per dette ragioni, l’amministrazione comunale di Rotondella provvederà ad inviare i propri funzionari preposti, sia dell’ufficio tecnico sia del comando di polizia municipale, per appurare per quanto di competenza cosa stia effettivamente accadendo presso l’impianto ITREC della Trisaia e, previo confronto con il proprio consulente in materia, valuterà le azioni da intraprendere per tutelare appieno il territorio.
Ancora più grave ed irresponsabile risulta l’atteggiamento della SOGIN S.p.A. per quanto concerne il metapontino, in considerazione del fatto che al nord, come nel caso di Bosco Marengo, le centrali nucleari hanno visto alleggerito il loro carico di scorie nucleari.
Pertanto, in virtù delle mancanze e delle deficienze poste in essere dall’esercente (SOGIN S.p.A.) l’amministrazione comunale chiederà al governo nazionale una pronta verifica gestionale e la consequenziale adozione di tutte le misure necessarie ed indispensabili per il comportamento irresponsabile ed inosservante degli indirizzi operativi da parte della SOGIN S.p.A., nonché l’immediata accelerazione dei processi di messa in sicurezza dei rifiuti nucleari presenti e la realizzazione del c.d. “Prato verde”.
L’amministrazione di Rotondella resterà vigile sul corretto preciso e puntuale mandato operativo fornito a SOGIN S.p.A. (che ad oggi accusa ritardi biblici).
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI ROTONDELLA
Rotondella 03 12 2006
estratto dal blog di Mensony
Latronico (FI) interroga De Filippo
«Regione impreparata
sul caso dell'Enea»
«CONTINUA lo stillicidio di notizie allarmanti sulle attività del Centro Enea della Trisaia di Rotondella senza che il sistema di controllo e di monitoraggio che la Regione avrebbe dovuto allestire, sia in grado tempestivamente di intervenire per smentire o confermare all'intera opinione pubblica rischi di contaminazione sul centro e sul territorio circostante».
Lo ha dichiarato il capo gruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Cosimo Latronico, che sulla vicenda ha presentato ieri mattina un'interrogazione urgente al presidente della Giunta regionale. «La notizia del rischio di contaminazione per il trasudamento di una fossa che contiene materiale radioattivo immagazzinato in uno scatolare di calcestruzzo, è stata diffusa senza il seguito di alcun commento da parte delle autorità deputate al controllo ed alla vigilanza. Ora è da anni che stiamo chiedendo alla Giunta regionale di allestire un reale Tavolo della trasparenza attraverso il quale monitorare gli standars di sicurezza, le attività ed i programmi di messa in sicurezza dei materiali radioattivi del Centro in attesa di conoscere il destino definitivo degli stessi. Prendiamo atto, invece, che persiste una difficoltà di comunicazione che finisce per aprire la strada ad allarmismi di ogni tipo.
Chiederò al presidente della Giunta di ritornare in aula consiliare per informare nuovamente il consiglio regionale sulla portata dell'episodio denunciato, sullo stato di avanzamento dei programmi di messa in sicurezza nel Centro di Rotondella, sui sistemi di protezione allestiti per realizzare in assoluta sicurezza l'esecuzione dei lavori programmati; ed in ultimo se e' stato rispettato il cronoprogramma dei lavori a suo tempo presentato da Sogin alla Regione ed alle autorità competenti. E se così non fosse, quali provvedimenti ha assunto la Regione per avere una parte attiva e vigilante su una materia che tiene in trepidazione le popolazioni e che, solamente agitata, ha conseguenze incalcolabili sulle attività produttive dell'area metapontina perseguitata, come si ritorna a scrivere, dalla maledizione nucleare e dagli allarmi, veri o presunti, che sistematicamente si abbattono su di essa».
Rotondella L'assessore all'Ambiente Rondinone smentisce lo sversamento di materiale radioattivo
«Al centro Trisaia nessun pericolo nucleare»
ROTONDELLA «Nessun pericolo per le popolazioni». Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente Gianni Rondinone, interpellato dal Quotidiano a proposito della radioattività che sarebbe stata rilevata all'interno del Centro ricerche Enea, nell'ambito di un programma di bonifica avviato dalla Sogin su una fossa contenente rifiuti radioattivi, prodotti circa trent'anni fa dall'impianto Itrec. Quest'ultimo, adesso, è in capo alla Sogin che ha il compito di bonificare le aree adiacenti alle fosse, dove vennero interrati rifiuti contaminati. In pratica, il programma che sta attuando la società di Stato presieduta da Carlo Jean, per mettere in sicurezza i rifiuti, prevede la caratterizzazione (mediante fori di carotaggio) dell'area circostante le fosse.
In uno di questi sondaggi i tecnici dell'Apat e dell'Arpab, così come quelli della stessa Sogin hanno riscontrato della radioattività in un foro. Cosa piuttosto "normale" quando come in questo caso, i valori sono minimi e sotto controllo.
Assessore la situazione è preoccupante?
«Assolutamente no. In questo momento non vi è alcun pericolo per la gente».
Quali sono i dati in possesso del suo Dipartimento?
«Dalle notizie che abbiamo dalle verifiche di Apat ed Arpab non vi sono segnali che possono interessare aree che vanno oltre lo stretto perimetro della fossa, all'incirca 10 metri quadrati di terreno».
Questione nucleare. Qual è la posizione della Regione?
«Accelerare al massimo la messa in sicurezza di tutti gli elementi radioattivi presenti sul sito Trisaia e dei relativi impianti».
Rispetto a quanto accaduto quali iniziative intende intraprendere?
«Domani, (oggi per chi legge, ndr), convocheremo tutti i Comuni della zona interessata che fanno parte del Tavolo della Trasparenza e, se sarà possibile, subito dopo convocheremo anche le associazioni ambientaliste che si occupano di questi nucleari».
Sulla questione non si è fatto attendere il commento del presidente di "ScanZiamo le scorie" Donato Nardiello. «Dopo aver appreso di una dispersione di radioattività all'interno della Trisaia - ha detto - siamo ancora più convinti dell'inefficacia e delle garanzie mostrateci dalla Sogin sulle operazioni di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti presenti nel Centro. Non è possibile affidare super poteri a soggetti che sono incapaci di garantire ciò che dovrebbero, in particolare la tranquillità e la salute dei cittadini.
Per questo è utile a parere di Nardiello - la verifica dei ruoli e delle competenze di Sogin, anche attraverso la surroga di chi non è funzionale agli indirizzi tecnici posti dalla gestione e sicurezza dei rifiuti nucleari. Inoltre ha concluso - chiediamo di essere messi a conoscenza, nel più breve tempo possibile, dei risultati di monitoraggio dei controlli radiometrici già avviati dall'Apat e dalle autorità competenti».
"No scorie" e centrosinistra contrari alla linea del vertice di Latina: «Favorirebbe il deposito in Basilicata»
Sito unico, Agresti contestato
Il sindaco di Rotondella accusato di non difendere il territorio
ROTONDELLA - Il sindaco Vito Agresti è sotto attacco. E' una stretta a due, quella che in questi giorni attanaglia il primo cittadino di Rotondella. Se da una parte piovono, infatti, le accuse dell'opposizione di centrosinistra, non mancano dall'altra quelle delle associazioni ambientaliste. Al centro della questione, naturalmente, il delicato caso-scorie.
Se ne è parlato (e con toni animati), nell'ultimo consiglio comunale. Ordine del giorno richiesto dall'opposizione, che più volte aveva lamentato sull'argomento la mancanza di trasparenza da parte del sindaco, anche in relazione alla recente sottoscrizione del Protocollo di accordo con gli otto sindaci dei comuni a servitù nucleare.
A fare il diavolo a quattro è stato soprattutto Vincenzo Francomano, capogruppo del Centrosinistra per Rotondella, che del documento ha criticato in particolare: «La richiesta di applicazione del famoso decreto Scanzano, per la realizzazione del deposito unico nazionale, nonché l'assenza di qualsiasi riferimento all'allontanamento delle famose barre americane di Elk River». Su simili argomentazioni si è soffermato nei giorni scorsi un comunicato dell'associazione ambientalista "No-Scorie Trisaia", dal titolo polemico: "La questione nucleare lucana non è una questione comunale o privata del sindaco di Rotondella". «Tre anni dopo Scanzano recita la nota- un sindaco lucano, assieme ad altri sette sindaci italiani, chiede il Sito unico ed il deposito nazionale delle scorie nucleari, pur sapendo che nessuna comunità italiana lo accetterebbe. Questa volta cambiano gli attori ma anche la strategia del consenso: nel chiedere il Deposito unico, il sindaco di Rotondella dimentica che la legge Marzano prevede la creazione di siti provvisori/definitivi nucleari.
Ma mentre i siti degli altri comuni nucleari italiani si svuotano con il riprocessamento del combustibile nucleare portato all'estero, le scorie stoccate presso il Centro Sogin della Trisaia di Rotondella restano, avvalorando così l'ipotesi di rendere il sito lucano disponibile per ospitare i rifiuti del riprocessamento che dovranno tornare indietro dagli impianti europei». Insomma, tutti gli ingredienti per una conclusione tanto poco auspicabile quanto probabile per l'associazione: «E' ormai storia prosegue la nota- che i nuclearisti vogliono approdare sempre in Basilicata (1963, 1978, 1980, 2003) con la Trisaia al centro del business nucleare». Varie ma compatte le posizioni in Consiglio della maggioranza-Agresti. Se il sindaco si è appellato ai «limiti istituzionali della sua carica, a cui non spetta di prendere decisioni riservate ad altri organi ("se, come e dove costruire il Sito unico"); al vice sindaco Gianluca Palazzo è toccato il compito di smorzare i toni ("il documento è perfettibile") suscitando le ire dell'opposizione e la conseguente accusa di pressappochismo. Chiara e decisa, infine, la posizione dell'assessore Antonio Pastore, supportata dallo stesso sindaco: «Se davvero vogliamo che il sito diventi prato verde ha detto Pastore dobbiamo rassegnarci a capire che l'unica soluzione resta il Sito unico. Se poi non vogliamo riconoscerlo, dobbiamo accettare che queste scorie restino da noi per sempre».
A conti fatti, perciò, le soluzioni sembrano essere due: O accettare e addirittura promuovere l'idea del Sito unico per assicurarsi la totale dismissione dei siti attuali, tra cui quello di Trisaia; oppure "accontentarsi" della messa in sicurezza delle scorie nei siti in cui già si trovano, compreso naturalmente il nostro. La prima idea è quella della maggioranza e del coordinamento dei sindaci; la seconda sembra essere quella dell'opposizione e del coordinamento ambientalista, che facilmente ipotizzerebbe il Sito unico proprio in Basilicata. Sulla questione, però, non dovrà decidere nessuno di loro. Ammesso che qualcun altro (compreso chi di dovere, e cioè il Governo) voglia decidere. E su questo i dubbi non mancano.
Ola, Dommarco: «Ho ripreso
la disinformazione dei cittadini»
ROTONDELLA - «Il presidente di "Scanziamo le scorie", Donato Nardiello, non ha potuto partecipare all'incontro organizzato a Rotondella dalla Ola (Organizzazione lucana per l'ambiente) per dibattere sul futuro del Centro Enea della Trisaia, perchè impegnato alla concomitante manifestazione di ricordo delle 15 giornate a Scanzano. Comunque, l'associazione era presente con il suo delegato Pino Mele».
La precisazione dopo l'appuntamento rotondellese, segnato da una scarsa partecipazione soprattutto da parte dei cittadini. Dal canto suo, il responsabile della Ola, Pietro Dommarco, in una nota afferma di non aver mai stigmatizzato l'assenza di Scanziamo le scorie: «Sono prive di fondamento le dichiarazioni a noi attribuite che ci vedrebbero marcare una divisione forte all'interno del mondo ambientalista lucano -spiega Dommarco- nè tantomeno risulta veritiera l'affermazione che ci configura come accusatori di un depistaggio verso il progetto comune di difendere l'ambiente. Evidentemente lo spiacevole episodio è stato frutto di fraintendimento. Personalmente, ho puntato il dito, contro la scarsa partecipazione dei cittadini al convegno, vista l'importanza dei temi trattati e la mancata promozione dell'appuntamento da parte dell'Amministrazione comunale, come in altre occasioni. Sono estremamente dispiaciuto -conclude- ma fiducioso circa la risoluzione dell'inconveniente».
Oggi ambientalisti a Rotondella
Ola, le proposte
per chiudere
il caso nucleare
ROTONDELLA - Guardia sempre alta sul nucleare in Basilicata. Si terrà stasera, alle ore 18 presso la palestra comunale di Rotondella, un incontro-dibattito dell'Organizzazione lucana ambientalista (Ola) sul tema: "Il mediattivismo ed il Centro nucleare della Trisaia".
Interverranno rappresentanti del Movimento "Noscorie in Trisaia", oltre ai sindaci di tutta la fascia jonica ed amministratori provinciali e regionali. Nel corso del dibattito sarà letto il documento inviato dalla Ola al presidente del Consiglio, Romano Prodi, al ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, al ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, a tutti i parlamentari lucani, si prefetti ed ai rappresentanti regionali, comunali e provinciali.
La Ola, che si pone come coordinamento territoriale di associazioni, Movimenti e Comitati evidenzia nel documento: "la presenza sul territorio lucano del Centro nucleare Enea/Sogin della Trisaia di Rotondella, considerato il secondo sito italiano per pericolosità dopo quello di Saluggia: per i rifiuti nucleari di terza categoria ivi contenuti (ossia quelli più pericolosi la cui radioattività decade in migliaia di anni), per lo stato di conservazione e per le modalità di gestione sino ad ora adottate; la mancata messa in sicurezza del materiale nucleare presente nel Centro (che costituisce grave pericolo per le popolazioni) da circa tre anni sotto la gestione della Sogin Spa; la presenza di materiale nucleare di proprietà americana: 64 barre di uranio/torio più altri prodotti ad alta attività, residui del riprocessamento di altre barre lavorate (rifiuti di terza categoria) di circa 3 metri cubi di liquidi ad alta attività; la dichiarata pericolosità delle stesse barre di origine militare che possono essere utilizzate per la fabbricazione di armi nucleari; la presenza di un impianto di riprocessamento (Itrek) altamente pericoloso per le popolazioni ed il territorio sia qualora fosse rimesso in funzione, sia perché contaminato; la presenza di numerose fosse interrate (una definita "fossa irreversibile" dalla stessa Sogin - Enea) dove, per alcune, non è noto il contenuto radioattivo, mentre per altre ne è nota l'alta radioattività; la presenza di una condotta contaminata che dal Centro arriva sulla spiaggia del litorale jonico; la presenza dell'invaso della diga di Monte Cotugno (500 milioni di metri cubi d'acqua) che si trova a monte del centro nucleare. Per essa non sono stati effettuati studi accurati per escludere danni alla struttura nucleare con devastanti conseguenze per le popolazioni in caso di tracimazione o rottura".
Considerati i "notevoli ritardi nell'attuazione del cronoprogramma dei lavori presentato da Sogin alle autorità regionali per la messa in sicurezza del sito della Trisaia; il fallimento del Tavolo della Trasparenza; gli incidenti nucleari denunciati (e non) che si sono verificati nel territorio; le altre inchieste giudiziarie che vedono coinvolta la dirigenza e il centro nucleare della Trisaia per traffico di rifiuti radioattivi (vedi rifiuti tossici nei calanchi di Pisticci e traffici con la Somalia); l'assoluta mancanza di trasparenza sulle attività condotte per oltre 40 anni del centro nucleare della Trisaia; che lo stesso centro potrebbe diventare deposito "provvisorio-definitivo...".
In conclusione, la Ola chiede, in maniera articolata, agli organi preposti di predisporre un corretto Piano di sicurezza e tutte le misure utili alla rapida delocalizzazione delle barre di uranio/torio custodite a Rotondella.
| Terremoti: avvertita scossa in Puglia e Basilicata |
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fonte Ansa.it
Epicentro a Tricarico (Matera) a 35 km di profondita' (ANSA) - BARI, 7 SET -
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.0 e' stata rilevata alle 17.31 dall'istituto 'Specula Nigri' di Foggia. Non sono segnalati danni. La scossa e' stata avvertita anche in alcuni centri del barese; diverse chiamate sono giunte ai vigili del fuoco ma solo per avere informazioni: al momento non si registrano danni. L'epicentro e' stato individuato dai sismologi a Tricarico (Matera), a 35 chilometri di profondita'.
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Rotondella Alcuni componimenti saranno nell'antologia del critico d'arte GiorgioTellan
I versi di Antonio Valicenti in brasiliano
Si avventura oltre l'Atlantico la poesia di Antonio Valicenti: il poeta e scrittore rotondellese sarà tradotto anche in brasiliano.
Il critico d'arte Giorgio Tellan ha scelto infatti di inserire alcuni suoi componimenti nella nuova antologia poetica intitolata "Dal Colosseo al Korkovado". Non è la prima volta che la poesia di Valicenti varca i confini linguistici italiani: alcuni suoi componimenti erano già tradotti in russo, cinese e greco.
La traduzione russa, in particolare, era stata realizzata dalla cantante lirica Anna Davidova e inserita in una splendida antologia curata dallo stesso Tellan. La silloge, intitolata "Dal Tevere alla Moscova", presentava anche i componimenti di un altro poeta di origine lucana, il 64enne Biagio Calderano di Maratea. Particolare il caso delle poesie in cinese, tradotte e divulgate da Fu Yongdong, docente di lingua e cultura cinese, nonché responsabile Fao. Alla traduzione in greco ha invece pensato Jota Spyros, già docente incaricata di neo-greco all'Università degli Studi di Bari. Non saranno forse le trentasei lingue in cui Albino Pierro è stato tradotto, ma le attenzioni ottenute da Valicenti negli ultimi anni fanno pensare a un progressivo riconoscimento del suo talento.
Un riconoscimento ulteriore arriverà tra breve anche dal Piemonte, dove l'associazione culturale Magna Grecia Lucana si sta impegnando per una resa teatrale del suo primo romanzo "Il bacio della Sibilla", edito da Guida Editore nel 2003 e poi ristampato da Dellisanti per esaurimento delle copie.
Alla sua opera, ormai cospicua, sono stati dedicati negli ultimi anni validissimi studi di rigore scientifico, tra cui due tesi di laurea all'Università La Sapienza di Roma e all'Università degli Studi di Bari.
Pino Suriano
Romeo D'Alessandro e Giovanni Varasano in cinque giorni da Milano a Rotondella
In bici sul "balcone dello Jonio"
Missione compiuta per i due giovani emigrati al Nord
Pochi ricordano ancora la storia di Gennaro Luciretta, il rotondellese che arrivò a piedi fino a Roma per chiedere lavoro a Mussolini. Il Duce non lo accontentò, ma ebbe il buon senso di pagargli il biglietto di ritorno. A tanto non è più arrivato nessuno. Ma per volontà e abnegazione quell'evento richiama a molti la piccola impresa compiuta da Romeo D'Alessandro e Giovanni Varasano, emigrati rotondellesi che per il secondo anno consecutivo hanno affrontato in bici il tragitto da Milano al paese natale. Diverse le motivazioni del gesto, ma altrettanto nobili: per il primo la fame e l'indigenza, che lo avevano convinto ad abbandonare per lavoro il paese natìo, per i secondi, al contrario, la profonda nostalgia per l'abbandono obbligato a causa del lavoro. Romeo e Giovanni, non più a Rotondella da qualche anno, ma "eroi" a Rotondella per un giorno. L'altro ieri, ad accoglierli, c'era tutta la comunità in festa, con striscioni, applausi e una pergamena di riconoscimento.
Da brivido gli ultimi chilometri per i due, che a valle della collina rotondellese già sentivano il boato delle centinaia di persone assiepate in attesa sul belvedere di piazza della Repubblica.
Commosso e significativo il commento di Romeo: «A Milano neppure nel tuo condominio sanno che stai partendo in bici per un viaggio di 1.000 chilometri; poi arrivi qui e scopri che lo sa tutto il paese e ti sta aspettando per farti festa». Rotondella e Milano: una sola nazione ma due mondi diversi, che si schiudono e rivelano in più di mille chilometri di strade. Strade che raccontano di storie diverse, culture diverse e, naturalmente, un diverso livello di sviluppo. Lo si legge nei volti della gente, nel modo di salutare, nella diversa cura delle strade. La "cinque giorni" di Romeo e Giovanni ha come sfidato questo divario, sconfiggendolo senza dubbio. Da Milano a Rimini sulla via Emilia, poi sull'Adriatico, poi San Severo e Melfi, dove il nubifragio li ha costretti a rifugiarsi in un casolare abbandonato. Cinque giorni di ristrettezze e di rischi, con il minimo di ingombro per un viaggio più agevole: piccola canadese, pantaloncini, scarpe ad infradito e un materassino molto più corto del loro corpo. Notti scomode e giornate faticose. Tutto questa per lasciare un ricordo, qualcosa che rimanesse e si sapesse: una sfida difficile ma avvincente. Hanno capito di averla vinta nei pressi di Craco vecchia. Un'auto targata Lecco li vede con la bandiera dell'Italia e li affianca, loro si fermano e con accento lombardo si sentono dire: "Siete quelli che viaggiano in bici da Milano a Rotondella?". Romeo e Giovanni esterrefatti: "Ma come lo sapete?". Risposta: "Ne ha parlato la stampa".
I due emigranti-corridori non credono alle loro orecchie: a Milano forse non li salutano neppure nel condominio qui i lombardi li fermano addirittura per strada. Forse non ce ne accorgiamo, ma qui da noi c'è davvero "qualcosa di speciale". Romeo e Giovanni lo sanno e ogni anno tornano per questo.
Ai minimi termini anche il trend delle nascite, mentre aumentano decessi e trasferimenti
Rotondella dai capelli bianchi
Il balcone sullo Jonio perde 100 residenti ogni biennio
ROTONDELLA Cronaca di un paese che muore. E' una di quelle storie che non vorremmo mai raccontare, ma tacerle sarebbe un delitto più grave. Sono storie che non si raccontano con versi e prosa vibranti, ma con quella crudele aridità che solo i numeri sanno dare. Quei numeri a cui d'istinto vorremmo reagire, con impegno e buoni propositi, ma che talvolta suonano come condanna inappellabile.
Il comune di Rotondella, secondo i dati censiti per l'ultimo bilancio consuntivo, perde circa cento abitanti ogni due anni. Con questo trend molti dei nuovi nati potrebbero vedere la "morte" del paese tra non più di un cinquantennio. Ma non è tutto: tra i censiti, infatti, molti non risiedono effettivamente sul posto, tra studenti universitari e lavoratori al Nord o all'estero che mantengono qui la residenza. Quel che fa tremare i polsi, però, è l'età media della popolazione. Il dato più eclatante è la superiorità numerica degli abitanti in età senile (oltre i 65 anni), rispetto a quelli in età forza lavoro (15-29 anni). Ciò significa, inevitabilmente, che quel trend negativo è destinato a crescere. Ragion per cui, parlare di un cinquantennio di vita, potrebbe essere addirittura un'ipotesi ottimistica. Il decremento di popolazione si affianca, per fortuna, al recente ripopolamento del borgo da parte di extracomunitari kurdi, albanesi e polacchi. Ai 44 immigrati dell'anno 2004, però, fanno il verso i ben 108 emigrati. I dati sono relativi al biennio 2004-2005, e registrano cifre interessanti anche in relazione al tasso di natalità e mortalità. Addirittura un record negativo per la natalità, dove si sono raggiunti i minimi termine con lo 0,60 del 2005, dopo i dati positivi del 2003 e 2004. Dati negativi anche per il tasso di mortalità, con un 1,28 del 2005 rispetto al 0,83 del 2004: in questo caso, però, il record negativo spetta ancora all'anno 2002.
Sono cifre che fanno riflettere, ma nessuno ha in mano la soluzione. Qualcuno ritiene che lo sviluppo turistico potrà dare una mano, ma se per gli nostri comuni della zona sembra essere ridotto all'estate, per Rotondella sembra essere appannaggio di ex emigrati lieti di fare una vacanza presso i parenti ma che, tutto sommato, non apportano grande beneficio economico ai residenti. Lo stesso può dirsi per le comunità straniere, che mostrano una bassissima capacità di spesa per le loro stesse condizioni di indigenza. Perciò, se il borgo si rianima in estate e le nuove case albergo raccolgono turisti, è sicuramente un bene, ma non basta.
C'è poi il caso Rotondella Due. Questo progetto urbanistico avrà pur portato sul territorio i capannoni di qualche azienda, ma non è mai riuscito nell'intento per cui era stata pensato: "trattenere" l'emigrazione verso le coste. A distanza di qualche anno, forse, bisognerebbe ammetterlo: si tratta a tutti gli effetti di una scommessa persa.
Il fenomeno emigrazione continua a non arrestarsi. Non l'ha arrestato la presenza sul territorio dell'Enea (chi ne ha mai visto i benefici?), nè lo farà, presumibilmente, il megaprogetto turistico per il mare, che sicuramente non porterà popolazione e neppure (i comuni limitrofi insegnano) lavoro stabile per i residenti.
E' la dura legge i numeri, che sempre meritano di essere descritti e commentati. Non per scoraggiare e deprimere, ma per far riflettere chi di competenza, per far riflettere ciascuno di noi.
Pino Suriano
fonte il "Quotidiano"